martedì 23 novembre 2010

Qualche buon motivo per vivere e lottare...



Gli amici di sempre, gli abbracci più lunghi
la musica, i libri, aprire i regali
i viaggi lontani che fanno sognare
i film che ti restano impressi nel cuore
gli sguardi e quell'attimo prima di un bacio
le stelle cadenti il profumo del vento
la vita rimane la cosa più bella che ho..

Una stretta di mano, tuo figlio che ride
la pioggia d'agosto e il rumore del mare
un bicchiere di vino insieme a tuo padre
aiutare qualcuno a sentirsi migliore
e poi fare l'amore sotto la luna
guardarsi e rifarlo piu forte di prima
la vita rimane la cosa piu bella che ho

E da qui
non c'è niente di piu naturale
che fermarsi un momento a pensare
che le piccole cose son quelle più vere
e restano dentro di te
e ti fanno sentire il calore
ed è quella la sola ragione
per guardare in avanti e capire
che in fondo ti dicono quel che sei

è bello sognare di vivere meglio
è giusto tentare di farlo sul serio
per non consumare nemmeno un secondo
e sentire che anche io sono parte del mondo
e con questa canzone dico quello che da sempre so
che la vita rimane la cosa più bella che ho

E da qui
non c'è niente di più naturale
che fermarsi un momento a pensare
che le piccole cose son quelle piu vere,
le vivi le senti e tu
ogni giorno ti renderai conto
che sei vivo a dispetto del tempo
quelle cose che hai dentro le avrai al tuo fianco
e non le abbandoni più
e non le abbandoni più
dicono chi sei tu

sabato 20 novembre 2010

Persone speciali

Stamattina a Torino c'è una gran nebbia. Parto ben coperta, la macchina si scalda in fretta per fortuna. A Pinerolo il cielo si apre, montagne splendide piene di neve, il Monviso si staglia contro un cielo azzurro blu chiaro e pulito, il sole splende luminoso e caldo. Passo Pinerolo e ho la conferma di essere sulla strada giusta quando, alla prima rotonda all'ingresso di Villar Perosa, vedo un cartello: ADMO.
Il navigatore mi porta sicuro alla via giusta anche se si perde un po' sul numero civico, ma non ce n'è bisogno: anche sulla facciata di Casa Marisa c'è il logo ben visibile. Sono nella nuova sede dell'ADMO Piemonte.
Mi accoglie Raffaella, la coordinatrice regionale ADMO. Mi sembra che ci sia subito simpatia, ci si intende, capisce la mia esperienza. Quasi subito arriva anche Mario Bella, che tra l'altro è anche zio di Raffaella. Mario Bella è uno dei fondatori e forse il motore principale dell'ADMO Piemonte (e non solo), da quello che ho letto prima di venire qui. Suo figlio Rossano è morto di leucemia vent'anni fa, senza poter arrivare al trapianto, unica terapia che avrebbe potuto dargli una possibilità. E ha lasciato una lettera lucida, commovente, che terminava con le parole: "per amor di Dio non fate che la mia morte non serva a nulla, combattete la leucemia." Il sottolineato è nell'originale. Un mandato a cui Mario non è mai venuto meno. Il dolore per la perdita di Rossano, e il desiderio profondo che meno persone possibile debbano vivere la stessa sofferenza, è stato ed è il motore di Mario, di Raffaella (Rossano era suo cugino) e di tante persone che hanno dato tempo (e molto altro) per l'ADMO.
Mi mostrano Casa Marisa: una casa ristrutturata che a quanto ho capito a breve sarà pienamente utilizzabile. Al piano terra l'ufficio ADMO, una sala di rappresentanza e riunioni, una piccola stanza con la cucina in cui chiaccherare con tranquillità, i magazzini. Al piano superiore quattro camere trasformate in mini-alloggi per i malati e le loro famiglie: chi viene da lontano e non sa dove andare, chi ha bisogno di un po' di "aria buona" dopo terapie lunghe e pesanti, qui troverà un ambiente accogliente.
Mi colpisce la sala riunioni, e non solo perché è bella. La chiamano "Sala dei Volontari", è dedicata ai volontari di Villar Perosa, ci sono dei quadri e alcune sculture fatte da Mario Bella. Mi dice: "A me hanno insegnato così, per me il primo volontario è Cristo". E indica una statua in legno che rappresenta il volto del Cristo sofferente. L'ha fatta lui.
Mario Bella va via, ma rimango ancora a lungo a parlare con Raffaella. Così a lungo che alla fine andiamo anche insieme a pranzo, un panino al bar, ma mangiato con calma e tranquillità. Ci raccontiamo le nostre esperienze, le motivazioni che ci spingono a fare quello che facciamo, i modi in cui viviamo e sentiamo alcune cose. Ho modo di raccontare tanto di quello che provo, e lei ascolta, e racconta a sua volta. Mi spiega come si svolgono gli incontri nelle scuole a cui vorrei partecipare in attesa del trapianto. Non vedo l'ora di esserci, di sperimentarli dal vivo.
Finisce il panino, torniamo alla mia macchina. Un ultimo scambio di parole, un ultimo saluto e riparto. Non mi sbagliavo pensando che oggi avrei conosciuto persone speciali.

martedì 9 novembre 2010

Il mio elenco

Ieri sera c'è stata la prima puntata di "Vieni via con me", una trasmissione che entrerà nella storia della televisione. Motivo ricorrente della trasmissione sono gli elenchi, che persone di tutta Italia hanno inviato al sito della trasmissione (da leggere!).
Io stasera ho voglia di fare il "mio" elenco: le cose belle che ho visto in questi giorni. Le cose per cui sono orgogliosa di vivere in Italia, sono orgogliosa delle persone che conosco e del mondo in cui vivo.

- Il ragazzo che aiutava una signora anziana ad attraversare la strada vicino al gommista
- La famiglia di amici che ho incontrato oggi pomeriggio: mamma papà tre ragazzi in affido più una giovane e la sua bellissima bimba in "accoglienza temporanea" più un cane goloso... e una tra le merende più piacevoli degli ultimi tempi
- Scrivere all'ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) e ricevere risposta da una Persona che mi tratta da Persona
- Telefonare al call center della mia rete telefonica e riuscire a ottenere una richiesta di rimborso senza neanche chiederla, perché l'operatore si è reso conto della mia buona fede (e forse anche perché l'ho trattato con gentilezza, tanto è mica lui il responsabile dei problemi della mia fattura...)
- i raggi del sole che spuntavano tra le nuvole
- la salsiccia sarda
- le telefonate con le amiche (ore e ore e ore... ^___^)
- la psicologa dell'ospedale dove sono in cura e la sua eccezionale capacità di ascoltare e di cogliere sempre il positivo in quello che dici
- la trasmissione "Vieni via con me" di ieri sera, e tutto quello che ha voluto dire per me e per tanti altri
- l'amica che, dopo aver chiaccherato, è andata a fare la sua prima donazione di sangue e a iscriversi al Registro Donatori
- poter guidare e andare in giro anche da sola, perché in questi giorni sto bene
- mamma e babbo eccezionali come sempre e anche di più

E potrei continuare...
GRAZIE!!!!

giovedì 4 novembre 2010

Rinascere


Siamo miliardi.
Abitiamo i medesimi spazi.
Respiriamo la stessa aria.
Possediamo le stesse cose, chi più, chi meno.
Eppure siamo distanti.

Crediamo di essere collegati con il mondo intero,
di conoscere ciò che accade nel momento in cui accade.
Ma la verità è che non sappiamo nulla di ciò che conta.
La verità è che abbiamo paura di quello che non conosciamo.
La verità, quindi, è che abbiamo paura di tutto.

Nessuno di noi può immaginare cosa significhi smettere di esistere.
Sembra impossibile che il mondo possa continuare senza di noi.
Eppure arriva un momento in cui tutti ci troviamo di fronte a questo pensiero.
Alcuni vengono assaliti dalla paura.
Altri, invece, iniziano a lottare.

È difficile tenere a bada la paura.
La curiosa sensazione di essere indispensabili,
di poter fare a meno di tutto e di tutti,
improvvisamente svanisce.
Se ci guardiamo da lontano
siamo così tanti da essere soli.
Ma se ci avviciniamo a noi stessi
scopriamo i legami con le persone che contano.
Le persone che lasciamo
sono la ragione per continuare a lottare.

La sensazione è quella di una porta che si apre improvvisamente,
e la luce che entra è quasi insostenibile.
È così forte da fare male, ma non importa.
L'unica cosa che vuoi
è cancellare l'oscurità che ti avvolge.
Credevi di essere solo,
e invece non è così.
Esiste qualcuno in grado di restituirti tutto ciò che conta:
il caffè alla mattina,
gli appunti presi al tavolo di un bar...
Improvvisamente torni a vivere.

Siamo miliardi.
Abitiamo i medesimi spazi.
Respiriamo la stessa aria.
Crediamo di essere soli, eppure...
esiste una persona, da qualche parte,
a cui siamo legati più che a ogni altra cosa.
Qualcuno a cui dobbiamo tutto
o a cui possiamo donare tutto.
Quella persona esiste.
Non dobbiamo fare altro
che iniziare a cercarla.

(Dal cortometraggio "Rinascere")

ADMO - "Rinascere" - Trailer

Esiste una persona, da qualche parte, a cui siamo legati più che a ogni altra...

martedì 2 novembre 2010

Due novembre

(www.pbase.com)
Non esistono uomini poco interessanti.
I loro destini sono storie di pianeti.
In ciascun destino tutto è proprio, particolare,
e non esiste pianeta che gli somigli.
Ma se qualcuno è vissuto inosservato –
e si è fatto un amico
di questo suo essere inosservato –
tra gli uomini è stato interessante
con il suo stesso passare inosservato.
Ciascuno ha un mondo misterioso tutto suo.
Esiste in questo mondo l’attimo più bello,
esiste in questo mondo l’ora più tremenda,
ma niente di tutto ciò è conosciuto da noi.
E se muore un uomo,
con lui muore la sua prima neve,
il primo bacio e il primo combattimento…
Tutto questo egli lo porta con sé.
Sì, rimangono libri e ponti,
e macchine e tele di pittori.
Sì, è destino che molto rimanga,
eppure qualcosa se ne va ugualmente.
Questa la regola di un gioco spietato:
non muoiono uomini, ma interi mondi.
Ricordiamo gli uomini, terreni e peccatori.
Ma che ne sapevamo, in sostanza, di loro?
Che ne sappiamo dei fratelli, degli amici?
Che ne sappiamo del nostro unico amore?
Anche del nostro stesso padre
noi, tutto sapendo, non sappiamo niente.
Gli uomini se ne vanno…
Impossibile richiamarli in vita.
Impossibile risuscitare i loro mondi segreti.
E ogni volta desidero di nuovo
gridare per questa irrevocabilità.

(Evghenij Evtuscenko, Paese Sera)


Un giorno ci ritroveremo nella casa del Padre,
dove l'amore di Cristo, che tutto vince,
trasformerà la morte in aurora di vita eterna.

(dal Rito cattolico delle Esequie)

sabato 30 ottobre 2010

Il valore dell'attesa

A volte, quando ci succede qualcosa di bello, si dice: ne è valsa la pena aspettare tanto per avere questo.
Mi trovo, ancora una volta, ad aspettare un donatore. Aspettarlo con trepidazione e anche impazienza, perché se non arriva in fretta si profilano altre terapie antipatiche per "prolungare" l'attesa...
E mi ritrovo a pensare che non solo ne vale la pena, di aspettare: è proprio l'attesa a dare un valore grande alle cose più belle.
Tutti quegli anni di studio, e alla fine la laurea: che soddisfazione! E poi prepararti, osservare, imparare, aspettare... e a un certo punto ritrovarti, da sola, con il tuo paziente, e farcela. Sapendo che ce l'hai fatta perché c'è stato tutto quel "prima", perché non hai improvvisato.
Ore e ore a fare esercizietti sulla chitarra, sentendoti stupida e incapace a ripetere sempre gli stessi tre accordi, e dopo qualche anno suoni con gli amici, e si canta insieme...
Aspettare la visita di un amico, di un'amica, preparare qualcosa per merenda per lui/lei, e godersi ogni minuto in cui si sta insieme a chiaccherare...
L'attesa più bella che vedo intorno a me: i primi esami, il pancione che cresce, e vedere che per quanto sentano calci e provino a immaginare come sarà questo bimbo in arrivo, nessuno dei nuovi genitori è davvero "pronto", nessuno può fermare lo stupore davanti a questa cosa che non è solo un "bimbo", è una persona, altro da te...

Quando ero piccola andavo in Sardegna dai parenti in nave. Ricordo il lungo viaggio in macchina fino a Genova (mio papà per anni non ha voluto fare l'autostrada...), la sera in nave che non finiva mai, svegliarsi al mattino ancora in nave, salire in macchina... e sbarcare in un altro mondo.
Ora in Sardegna ci vado in aereo. Adoro volare, è veloce e comodo. Ma mi manca un po' quella sensazione di "passaggio", quella transizione gustata e attesa, quella soddisfazione del viaggio che veniva proprio dal fatto che era lungo, e di notte.

Siamo ormai vicini all'Avvento, e penso al valore che ha anche quell'attesa del Natale. L'attesa di un fatto già avvenuto: Dio è diventato uomo. Una cosa così pazzesca che non ci pensiamo neanche e ci sembra normale, scontata. O così inverosimile da non essere presa in considerazione.
E spero che la mia piccola attesa di ora mi aiuti a vivere anche l'attesa dell'Avvento, e tutti i pensieri che verranno, e che scriverò poi...
Per ora, aspetto. Sapendo che ogni giorno di attesa dà più valore al dono che riceverò.